Mi rimetto a scrivere dopo un paio di mesi causa università lavoro etc etc...Lo faccio perchè questa settimana sono accaduti due e dico due che a livello sportivo vengono definiti storici.
Si storici e rappresentano secondo me il bello ed il brutto dello sport, almeno per quello che mi hanno suscitato in me tifoso.
Partiamo dal brutto, come è noto la nazione di calcio italiana è stata letteralmente buttata fuori dal mondiale, per la prima volta senza mai vincere una partita, una disfatta totale.
In genere in altre rovinose (ma molto meno rovinose) cadute della mia nazionale, si trovavano tutti i possibili capri espiatori possibili in primis un arbitro avverso, oppure come accade spesso e volentieri la volontà del ct di lasciare questo o quel giocatore a casa.
In questo caso le colpe sono molteplici equamente divise tra chi era responsabile di questa nazionale, Lippi per la sua spocchia e voglia di dimostrare che sia l'unico che possa far vincere il mondiale all'Italia con le sue idee, alcuni calciatori che invece di essere onesti con loro stessi hanno voluto dimostrare di essere quel che non sono, il presidente federale che secondo me non guida con piglio deciso una federazione dove tutti comandano tranne che lui, infine il terremoto che ha destabilizzato il calcio italiano prima del mondiale 2006.
Forse quello che ha maggiori colpe è il ct, ottusamente si è ostinato a portare e far giocare, giocatori cui hanno tradito la sua fiducia a livello tattico e quello che più grava sulle sue spalle non ha saputo motivare e "fomentare" il team per affrontare le partite.
Probabilmente in Italia non ci sono fenomeni(ma Cassano e Balotelli qualcosa in più avrebbero dato forse) ma neanche le altre squadre che abbiamo affrontato ne avevano.
A differenza nostra sono scesi in campo con grinta motivazione e ci hanno messi sotto perchè hanno gioca con rabbia, tigna e tutte quelle cose che servono per giocare bene a pallone.
In questo Lippi ha molto da imparare(anche se la sua carriera è alla fine e si potrebbe godere una giusta pensione) dal collega Mourinho, il quale uno dei meriti riconosciuti è stato proprio quello di motivare e spronare una squadra come l'Inter che su grandi palcoscenici internazionali si eclissava.
Ultima colpa di Lippi è stata quella di schierare Quagliarella, si è stata una colpa perchè ha dimostrato che aveva una persona in grado di dare qualcosa in più e l'ha lasciato in panchina per 2 partite e mezzo...ottusità o miopia?
Dopo tanto brutto cui si potrebbe scrivere oceani di inchiosto passiamo al bello...questa volta riguarda il tennis che forse lo sport che mi emoziona di più tra i tanti che seguo.
Il 24 di giugno mentre l'Italia prendeva una lezione di calcio e umiltà John Isner, tennista americano vinceva una partita che è entrata nella storia, contro il tennista francese Nicolas Mahut.
Cos'ha di storico questa partita? è finita 6-4, 3-6, 6-7, 7-5, 70-68.
Esatto una partita di tennis che si conclude con punteggio da partita di pallacanestro...183 game, 11 ore e 5 minuti(spalmate in 3 giorni), 112 ace per Isner, 103 per Mahut.
Il perchè di questo risultato è si nel ferreo regolamento di Wimbledon che ammette che al quinto set si vinca con lo scarto di due game, ma il merito va anche a questi due ragazzi che hanno dato tutto e di più in una partita che alla fine valeva il passaggio del primo turno e si giocava sul campo numero 18 del club.
Onore e merito per due persone che hanno realizzato il sogno di molti sportivi, una partita che sembra non finire mai, una partita vera e combattuta da due professionisti, il quale nessuno dei due voleva mollare neanche fosse in gioco la loro stessa vita.
Non ho visto personalmente la partita ma chi l'ha vista mi ha fatto commenti entusiastici, anche Roger Federer ha ammesso che gli sarebbe piaciuto giocare una partita del genere.
I protagonisti non vinceranno il torneo, Mahut è uscito ovviamente dopo la sconfitta, Isner scarico ha perso il match successivo, forse non vinceranno neanche uno slam ma almeno hanno giocato ed hanno dato il 1000% per lo sport che più li appasiona ed è il centro focale della loro vita.

